Saturday, 22 July 2017

Monday, 31 October 2016

Revisionismo storico alla Fiorentina


Qualche giorno fa ha avuto (limitata) eco nella stampa nazionale  questa notizia : nel 1944 durante le ultime fasi della ritirata della Wehrmacht da Firenze il Ponte Vecchio fu risparmiato dalle mine tedesche. Secondo l'articolo di Repubblica (e anche l'Ansa e anche Toscana TV ) in realtà i tedeschi volevano fare saltare il ponte, ma un certo Burgassi, un lavoratore occupato da alcune delle botteghe orafe del ponte, staccò i fili delle mine all'ultimo momento. L'occasione per lo 'scoop' è la presentazione di un nuovo libro. Finalmente si 'sfata il mito' del 'Führer' che avrebbe voluto salvare uno dei simboli di Firenze.
Quanta sospensione dell'incredulità.
La storia degli ultimi mesi dell'occupazione germanica a Firenze è narrata in un libro di facile lettura e piuttosto ben documentato che vedete in fotografia. Non è più stato ristampato da anni, ma si trova ancora piuttosto facilmente sul mercato dell'usato (ad esempio ad oggi ne vedo un paio di copie a poco prezzo su ebay). E' la storia soprattutto di Gehrard Wolf, il diplomatico tedesco che ai tempi era console a Firenze: i suoi meriti per i salvataggio non solo dei tesori artistici della città, ma anche di molti personaggi sono stati riconosciuti con la cittadinanza onoraria conferita da La Pira e poi con una targa posta nel 2007 proprio sul Ponte Vecchio.
Sulla decisione o meno di distruggere i ponti, Hitler non fu coinvolto - come del resto è ovvio - che in maniera estramente marginale. La decisione finale spettò al maresciallo Kesselring, anche se il libro ha il merito di menzionare un fatto di cui i giornalisti oggi non parlano mai. C'era, anche da parte tedesca, la volontà di dichiarare anche Firenze, come Roma, città aperta,  evitando dunque ogni distruzione. L'idea purtroppo non ebbe seguito: Tutaev chiama anche il generale alleato Alexander che fu tra l'altro responsabile di un volantinaggio aereo che incitava i fiorentini all'insurrezione: questo avrebbe reso impraticabile il progetto.
Comunque, all'accattivante storia di Burgassi si possono contrapporre due semplici obiezioni: 1) anche se avesse solo staccato i fili i genieri tedeschi avrebbero avuto tutto il tempo di tornare indietro a riattaccarli, ed eventualmente a passare per le armi il corraggioso eroe 2) sta di fatto che, come può verificare chiunque conosca la zona, che se il Ponte Vecchio non saltò in aria, saltarono al suo posto molti edifici alle due estremita del ponte stesso. Infatti Kesserling aveva deciso (ed esistono gli ordini scritti) di risparmiare il ponte ma di creare due barricate alle estremità con le macerie di altri edifici. Anche perché probabilmente facendo saltare il Ponte Vecchio con le sue botteghe si sarebbe comunque mantenuto un passaggio transitabile sull'Arno per via del cumulo di detriti più consistente.

Fermare il Negro dal Naso Grosso






L'ho sentito per la prima volta alla radio (ebbene sì, a La Zanzara del 28/10/2016, ascoltabile qui verso il minuto 45 circa..)  Il vocabolo 'negro', ormai di utilizzo sempre più problematico se non proprio illegale in Italia, deriverebbe dalla lingua francese. Sarebbe la corruzione di 'nez gros', naso grosso, con evidente e derogatorio riferimento alle particolari caratteristiche somatiche di parte degli appartenenti alle etnìe subsahariane.
Ovviamente nei giorni successivi ho incontrato più volte questo per me inedito riferimento etimologico sui social e in generale online.
Eppure, ricordando un pochino il latino dei verdi anni liceali a me pareva ovvio che 'negro' non fosse che una volgarizzazione dell'aggettivo latino 'niger', che ha dato vita anche al più comune e ancora usabile liberamente o quasi 'nero'. Un qualsiasi dizionario etimologico in questo è, fortunatamente, confortante. Ad esempio il solito etimo.it
Questo per l'italiano: in altre lingue come l'inglese, la mediazione dal latino avviene tramite il portoghese o lo spagnolo.
Come è nata (ed è solo l'inizio temo, tra un po' lo racconteranno anche le maestre in seconda elementare) questa ennesima frottola? Cercando su google qualcosa si trova. Pare ci sia di mezzo il 'verlan' quel particolare argot francese per cui si creano nuove parole invertendo due sillabe, o due parole. P.es., arabo, arabe, diventa beur. In questo caso 'naso grosso', ovvero 'gros nez' nell'ordinamento aggettivo-sostantivo più usato, diventerebbe 'nez gros' e poi per crasi 'négro'.
Qualcuno avrà capito al contrario l'origine del vocabolo in argot e avrà ricamato per analogia anche sull'italiano.

Sunday, 9 October 2016

Italian, Napoletan(sic),Sicilian

Ieri sull'online di alcuni quotidiani ha cominciato a circolare la seguente notiziuola: durante la procedura di iscrizione a una scuola britannica di alunni figli di un italiano, sarebbe stata chiesta non solo la nazionalità, ma anche se i pupils fossero siciliani o napoletani (uniche due scelte oltre all'italiano vulgaris). La notizia, riportata in pratica solo dal Messaggero per ora e ripresa da pochi altri quotidiani, risuona con altre recenti stranezze da oltremanica. Tuttavia leggendola con attenzione, mi è venuto in mente che si potesse trattare di una bufala. In particolare leggevo sulla foto della schermata presente nell'articolo originale un 'Napoletan'. 'Napoletan' non è inglese, 'napoletano' si traduce con 'Neapolitan' da Neapolis, altro nome greco di Partenope. Poteva essere l'errore di un italiano con scarse conoscenze della lingua del Bardo che avrebbe potuto taroccare la pagina.
Ho anche cercato sui siti di informazione in lingua inglese, ma non ho trovato nessuna corrispondenza. Quasi convinto di essere stato tratto in inganno da un bufalaro appoggiantesi viralmente alla cronaca sul (non)Brexit, ho pensato di cercare la persona menzionata nell'articolo e di chiedergli conferma o meno della cosa. Su un noto social network c'è un profilo corrispondente a quello dell'articolo. Il ricercatore, molto gentilmente, mi ha risposto ed ha confermato tutto, dandomi anche questo link:  https://bso.bradford.gov.uk/Schools/CMSPage.aspx?mid=1650  che contiene, con tanto di errore lessicale su 'Napoletan' le incredibili richieste di informazioni. Evidentemente in UK non ci sono molti parlanti, ad esempio, genovese o friulano (due dialetti per me assolutamenet incomprensibili, se parlati strettamente). Sono venuto anche a conoscenza della singolare classificazione razzia... ehm, delle etnicità in uso in UK.  Che parte dai WBRI (bianchi britannici) e prosegue con 'WIRI' (bianchi irlandesi). Comunque, ecco per la posterità le schermate originali..


Saturday, 24 September 2016

#fertilityday, #frugtbarheddag

Premetto subito che non so una parola di danese (anche se grazie a inglese e tedesco posso discernere qualcosa) e che la traduzioone di 'giorno della fertilità' in  'frugtbarhed dag' l'ho fatta con google.
Sul "fertility day", si è detto ormai tutto, anche che è un inutile anglicismo. Io potrei aggiungere che in Italia una campagna del genere sarebbe stata comunque attaccata, anche se condotta meglio, anche perché ormai 'procreazione', 'fertilità' sono parolacce che suscitano immediatamente riflessi pavloviano-antifascisti. E che c'è un bel pelo sullo stomaco anche da parte di chi - giustamente - critica il governo perché la situazione socioeconomica dei giovani (e degli ex-giovani) non consente in molti casi di mettere responsabilmente in cantiere un figlio. Ad esempio si potrebbe chiedere dove erano quell che oggi protestano quando negli ultimi 20 anni un paio di generazioni sono state condannate al precariato a vita, e si è smantellato quasi del tutto il poco welfare di cui disponevamo -per non parlare del sistema pensionistico. Mi ha colpito però l'ultimo scandaletto relativo ai volantini sul rapporto tra droga e fertilità che usavano immagini stock di ragazzi, anche di colore, intenti a fumare cannabis. Mentre i primi manifesti non erano malvagi (ma il problema, ribadisco, non era la forma, ma il messaggio. ovvero quello di farli davvero i figli)  i volantini erano davvero brutti. Si è parlato anche del confronto con le campagne analoghe di altri paesi. E' uscito un apparentemente informatissimo articolo su Wired  , oggi un pezzo sul Quotidiano Nazionale - anche l'astvtissimo presidente del Consiglio, dalla Gruber, ha lodato, lui che è un grande esperto di marketing, la campagna per la fertilità fatta in Danimarca. Qui al minuto 52, parla di una 'fantastica campagna dei danesi'


La cosa mi ha incuriosito. Ecco uno spot danese..


Eccone un altro..




Ora, anch'io li ho visti distrattamente, e mi sono sembrati divertenti e simpatici. Però c'era qualcosa che non tornava, erano un po' troppo simpatici. Ho cercato meglio su internet (diciamo, un cinque minuti). Beh, non si tratta di una vera campagna per la fertilità - è solo la pubblicità di un sito di viaggi danese (http://www.spies.dk) che paròdia una campagna vera invitando il pubblico più che a fare figli, a viaggiare. Certo, pare ci siano cascati anche giornalisti da motore di ricerca stranieri, o quasi. Tutto sommato c'è da credere alla Lorenzin, quando dice che le hanno fatto vedere il volantino errato. Con deficienti del genere, tutto è possibile.


Sunday, 4 September 2016

Satira francese contro gli italiani

Nell'immagine sotto c'è una vignetta di Jean-Marc Reiser, disegnatore francese morto da tempo contro la Famiglia Italiana. E' apparsa, insieme a tante altre ancora peggiori, su 'Linus' negli anni '80.


E non è neanche una delle peggiori. E' un mistero come simile spazzatura non abbia mai provocato nemmeno un minimo conato di protesta da parte italiana. Certo, quando questa robaccia si pubblicava la cosa più vicina all'uso di un social network consisteva nel collegarsi insieme a pochi altri nerd a BBS usando interfacce a carattere e modem da 1200 bps, Non c'era 'viralità' a quei tempi, se non per i primi virus per MS-DOS.

Certo, c'è un problema: la vignetta non è veramente contro gli italiani, ma contro i francesi. 'Brambilla' è solo una maldestra traduzione da parte della maldestra (maldestrissima, fumettologicamente) Milano Libri. In originale la serie era infatti La famille Oboulot en vacances. Reiser, e molti altri disegnatori francesi genericamente 'de sinistra' della sua generazione, ma anche delle successive, fino a noi, erano così. Sporco, sangue, merda, e liquami assortiti. Contro tutti e tutto, come del resto Charlie Hebdo fa da tempo. Dunque, anche contro gli italiani. Un disegnino come questo, per cosa dovrebbe stupire?

E' semplicemente successo che lo sparaliquami di CH girando a 360 gradi stavolta ha ricoperto noi italiani. Forse anche per creare un 'caso', forse più probabilmente no (in Italia, CH non vende comunque).  Avrà ben diritto CH di spruzzare liquami? Si sperà di sì, visto anche quello che è successo lo scorso anno. Non ci va bene la vignetta sul terremoto? Non guardiamola, non compriamo CH e i libri dei suoi disegnatori. That's it, ça suffit, de minimo non curat praetor. Semmai, è da quando leggevo quelle vignette su Linus che, semplicemente, questo tipo di satira non solo non mi fa ridere, ma anzi mi deprime leggermente e mi fa venir voglia di passare ad altro. Sia diretta verso i francesi (e la maggior parte di essa lo è) che contro altri. Perché? Da una parte c'è un tentativo che io trovo lapalissiano di usare una tattica di sconvolgimento per ottenere automaticamente un patentino di cultura 'alta' - un po' come fannp nel cinema i registi del New French Extremism. Dall'altra c'è un errore di fondo. Il sottotesto di disegnatori come quelli Charlie è piuttosto chiaro: fate schifo, facciamo schifo. Il problema è che già lo sappiamo, di fare schifo. Consciamente, o implicitamente, ci è già noto di essere imperfetti, contraddittori, mortali, e peccatori. Sbattere in faccia quello che è insieme ovvio e sgradevole non è satira efficace: la satira efficace funziona quando si riesce ad alludere, in modo garbato o anche sgarbato, ma in modo arguto a quanto facciamo schifo. Ricoprire di sangue, merda e altri liquami non lo è.


Thursday, 1 September 2016

Nuove frontiere della papirologia latina: il Codex Fori Mvssolini

Ieri mi è capitato di leggere una notizia su una 'iscrizione' latina trovata sotto all'Obelisco Mussolini al Foro Italico, nascosta da medaglie, contenente un testo in latino scritto per i posteri. Credo che i dispacci in parte siano stati emendati, ma molti in rete hanno letto qualcosa del genere.






Appena ho letto 'Codex Fori Mussolini' visto che la cosa mi puzzava un po' ho googlato il titolo. E' saltato fuori ad esempio questo link. Un testo scoperto sotto all'obelisco, che però è stato pubblicato da Le Monnier nel 1933-XI ? La realtà è molto più banale: due studiosi hanno pubblicato una (costosissima) edizione critica di un testo già noto, non è stato 'scoperta' una beatissima mazza.
Ma il libro si doveva vendere (è già esaurito, ad oggi), e i media dovevano fare notizia. Anche leggendo dalle note della nuova edizione si legge 'Although the parchment codex remains inaccessible under the obelisk at the Foro Italico in Rome the Latin text of the Codex Fori Mussolini was printed four times in the 1930s'.
Parchment, tra l'altro, pergamena: non una iscrizione epigrafica. Chissà se Aurelio Giuseppe Amatucci ha pensato a un contenitore che preservi davvero per le future generazioni il delicato supporto, ho qualche dubbio che sia ancora davvero leggibile. Una lastra di bronzo sarebbe stato meglio: forse però fu solo un gesto simbolico, ma anche questo non sarebbe una considerazione troppo sensazionalistica.