Friday, 17 October 2014

U2's new album (Songs of innoncence): Every Breaking Wave

Last week I listened to 'Songs of innoncence', U2's much discussed new album. It's good, not exceptional. The best song in my opinion is...

   ..which (suspiciously) reminds me of this old, nowadays almost unknown 80s song



...from The Roaring Boys. An almost forgotten new romantic band which produced only one  eponymou  album (with a three good songs on a total count of eleven, including 'House of Stone'). It's a complete ripoff? Absolutely not. But I think maybe Bono and the Edge owe something to those six old former new romantics.

Sunday, 5 October 2014

Dramma dello Yom Kippur a "La Zanzara"



Quando questo post apparirà dovremmo essere decisamente fuori dalla giornata dello Yom Kippur (credo dal tramonto del 3 ottobre, a quello del 4, solo per il 2014/5775 ovviamente). Come noto (?) sono da un po' di tempo un ascoltatore anche troppo assiduo de 'La Zanzara' su Radio 24: il co-co-conduttore David Parenzo il 3 ottobre ha solennemente annunciato...


...cosa che del resto aveva già fatto lo scorso anno. Beh, che dire, cavoli suoi: come per l'Emanuel Goldfarb di Ein ganz gewöhnlicher Jude Davìd Parenzo (con l'accento sulla ì) sarà il momento della riscoperta delle radici. Venerdì 4 mi aspettavo una puntata senza Parenzo ma Cruciani ha esordito con una chiamata telefonica al suo compare. Peccato che nello stesso momento qualcosa con la webcam che riprende la trasmissione non quadrasse. Cruciani ha gesticoltato qualcosa e un assistente ha messo un foglio sulla webcam.



Poi lo streaming è continuato solo con l'audio. Parenzo avrebbe dovuto andare in standby dalle 17 di venerdì ma in effetti sembra essere inervenuto nelle interviste con Salvini, Razzi, Parenzo, sempre apparentemente inseguito da un Cruciani che lo chiamava in continuazione. Quando un ascoltatore ha provato a interpellarlo però ..Parenzo? è sparito.

Mi ha colpito anche un passo dell'intervista a Razzi: "domani riprendere Crozza, eh?". No, giovedì avrebbe ripreso Crozza ..domani. Venerdì 4 Crozza avrebbe ripreso ..stasera.

Insomma l'impressione fortissima è che Cruciani fosse in diretta come sempre. Ma gli interventi con Parenzo sembravano decisamente registrati in precedenza, solo per dargli modo di celebrare lo Yom Kippur. Solo i diretti interessati, e gli intervistati potranno confermarlo ma ...acca' nisciuno è fesso.

Continuerò, credo, a seguire la Zanzara, ma la cosa lascia un po' interdetti. Da un cinico come Cruciani ci si aspetta anche la lite, l'insulto con il pubblico, l'intervistato o il pazzoide che chiama in diretta, ma un inganno di questo tipo al proprio pubblico. Mah: se Davìd Parenzo con l'accento sulla ì teneva tanto allo YK che lo faccia, e basta, e non pretenda pure di essere in trasmissione anche non essendoci, facendo finta di essere/non esserci. Peppe Cruciani potrà reggere due ore senza la sua spalla, per una serata. O no?

Windows 10

Dopo aver visto due presentazioni di questo tenore..



...dovevo provare subito Windows 10 TP (Technical Preview). In realtà, la prima cosa che ho fatto è stato consultare le fonti online più affidabili su Joe Belfiore (i capelli sono veri? è un riporto transnazionale? è pazzo per la figa o no? *)

Comunque, ho tirato gù l'ISO della versione inglese a 64 bit da preview.windows.com - Bisogna registrasi al programma Insider di Microsoft, creando un account MSN se non lo si ha già: anzi almeno per ora l'account è necessario per l'installazione. Oltre all'ISO c'è anche un seriale, ma in effetti non è chiesto al momento del setup.

Ho installato la TP su VMware, non un vero muletto. Su VMWare workstation 9 e 10 non ho avuto particolari problemi, se non ilf atto che sembra funzionare solo un soo display nel guest (ho due monitor, ma nella vm ne vede uno solo funzionante). Sia i VMware tools della 9 che della 10 funzionano. Ho configurato la macchina virtuale come Windows 8, 4gb di ram e 50gb di hd virtuale, con i default VMWare: va tutto su senza problemi, si installano i Tools nel modo solito e si ha un sistema più che usabile.

Windows 10 fino alla settimana scorsa si sarebbe dovuto chiamare Windows 9. I Microserf dicono che il nuovo nome è dovuto ai grandi cambiamenti che porterà la nuova versione, che dovrebbe essere unica su tutti i device, dal telefono con schermo da 4'' allo smart TV da 60". In realtà pare che si chiamerà 10 perchè in certe culture il 9 è simbolo di sfortuna o forse perché alcuni software controllando la versione rischierebbero di confondersi con Windows 95 o Windows 98.

Per ora non si vedono cambiamenti epocali. Avremo W10 dappertutto, ma sarà al massimo l'unificazione di nome e di app store. Sui device più piccoli /(tutti i telefoni e la maggior parte dei tablet) ci saranno sempre processori ARM, il che implicherà comunque una versione specifica del SO e una molto parziale compatibilità verso l'alto.

La vera notizia semmai è che M$ dopo la fine dell'era Sinofsky (e Ballmer) è finalmente tornata in se. Windows 8 è stata quella che gli americani definiscono una knee-jerk reaction di fronte alla paura di perdere il mercato di Windows grazie alla preponderanza di tablet e smartphones: per superare il panico da mobile, la grande pensata fu quella di imporre al desktop (compresi i SO server) un interfaccia utente a tile che funziona bene solo con dispositivi touch e che rompe completamente col passato iniziato quasi 20 anni fa con Windows 95.

Il risultato è che su un normale PC dotato di solo mouse, tastiera e monitor non touch appena si prova lo Start Screen si pensa subito a come disabilitarlo, e visto che non lo si può fare da SO, dove trovare un sostituto (Classic Shell, o volendo un programma a pagamento Start8). Window 8.1 ammetteva timidamente l'errore capitale appena commesso reintroducendo il bottone di Start (ma non il menu!).

Tra l'altro l'invandente Start Screen rende la vita sensibilmente più difficile a chi su s.o. Wndows 8 (o 2012) deve andarci da remoto in teleassistenza: Classic Shell in questo senso è stato un toccasana salvatempo provvidenziale.

Windows 10 finalmente torna chiaramente indietro rispetto alla vision Sinofskyana, segnando dunque un progresso effettivo. E' quello che avrebbe dovuto essere davvero Windows 8, un miglioramento incrementale della già migliorata interfaccia utente di Windows 7. Con in più un buon supporto touch, disabilitabile alla bisogna.

In breve, è tornato il menu di Start. Adesso è ridimensionabile, e vi si possono agganciare anche le tile delle applicazioni metro. Che sul desktop girano in finestra, hanno i bordi, sono zoomabili, e anche chiudibili con un bottone. In pratica c'è un clone incorporato di Modern Mix.

E' tornata la ricerca da menu start, come in W7, che però ora cerca anche sul web.

L'esplora risorse è stato ulteriormente migliorato: ci sono dei particolari carini, come ad esempio il context menu cui si accede facendo tasto destro sul bottone di Start, e consente di accedere alle funzioni più usate come lo Shutdown o il prompt dei comandi.

Ci sono pure i dekstop virtuali (presenti su OSX da tempo e su Unix/Linux/X da una vita), vi si accede tramite un bottone 'Task view' accanto a quello di Start, che mostra anche le applicazioni attive tutte insieme in miniature. Si possono creare più desktop, eliminarli, selezionarli e anche spostarvi le applicazioni (basta fare tasto destro sulle miniature, anche se un drag and drop sarebbe stato più intuititivo).

Pare che per i dispositivi convertibili con tastiera staccabile tipo il Surface si passerà automaticamente dalla modalità Start Menu a quella Start Screen e viceversa rimuovendo e riattacando la tastiera. In ogni caso per ora si torna allo Start Screen solo riconfigurando l'interfaccia da pannello di controllo.

Un punto interessante della presentazione di Joe Belfiore è stata l'attenzione data al vetusto Prompt dei Comandi. In W10 (rullo di tamburi) si può usare Ctrl-V anche li. In realtà provando la TP Ctrl-V in prompt dei comandi continuava a darmi ..  ^V : è necessario usare il context menu del prompt dei comandi e mettere la spunta su Enable Experimental Features nell'ultima tab. E non c'è solo il Ctrl-V : leggete questo post di Scott Hanselman ad esempio.

Comunque non mi sono dato la briga di installare la TP solo per il ciuffo di Belfiore: dovevo sincerarmi della compatibilità con alcune applicazioni che scrivo o manutengo per lavoro. Funziona tutto: c'è il solito supporto per le applicazioni di tipo business/desktop. Il supporto 'just works' per programmi VB6 .. just works. C'è il solito ADO 2.8, i soliti driver Oledb/ODBC. I .NET framework presenti all'installazione sono l'1.1, il 2 e il 4. Del resto, in fondo il 'vero' nome di Windows 10 è NT 6.4: Windows 7 è NT 6.1.  Funzionano bene anche programmi scrtti quasi 20 anni fa: questo dovrebbe far riflettere chi cerca di far passare le applicazioni web come la panacea di tutti i mali. Non so quale sia la percentuael di applicazioni web che possano vantare una così solida compatibilità con i loro client (i browser web) come le applicazioni 'desktop' o comunque GUI based di Windows.


(*) sì-no-sì

Thursday, 19 June 2014

Maturità

Mentre si svolge stancamente per l'ennesima volta il rito di passaggio degli esami di maturità, il sito del secondo quotidiano italiano ci intrattiene con due interessanti video.

Odifreddi, secondo quanto riporta Wikipedia , il suo sito e  altri organi di stampa, insegna matematica all'università. Eppure per lui fare uno studio di funzione al liceo non serve, perché cercando su google si può trovare la funzione già svolta. Mi viene in mente il capitolo 'Come si legge un libro di matematica' di un manuale ormai vetusto del Giusti. Quando scrive di religione Odifreddi si produce di solito in castronerie dimostrabilmente plateali, a volte ripetendo a pappagallo propaganda anticlericale fasulla vecchia di secoli e secoli. Però almeno in questo ultimo caso, non è il suo campo la matematica invece, sì.

Per Canfora κάμηλος nel greco della koiné significherebbe 'gomena'. Eppure.. secondo wiktionary (o anche il Montanari).. κάμηλος  significa ...cammello. Beh, un lapsus capita a tutti: lo spero vista anche la discreta porzione della sterminata produzione del barese che ho letto o sono in procinto di leggere...

Sunday, 8 June 2014

In giro per librerie


Poco prima delle elezioni c'è stato il 'Maggio dei Libri' con sconti consistenti, e ho fatto il giro di diverse librerie, a Firenze e non. Ho visto anche per la prima volta la Feltrinelli RED che ha preso il posto della vecchia libreria Edison in piazza della Repubblica: pochi libri, molti fighetti. Scenografia (è una scenografia) a volte risibile. Alfa, beta, gamma.. filosofia. Certo, se, come pare, Amazon negli USA ha già il cinquanta per cento del mercato dei libri, cartacei e non, le vecchie librerie devono inventarsi qualcosa per sopravvivere.

La foto sopra l'ho presa alla IBS di Bologna, e mostra alcuni dei nuovi titoli usciti sul neopresidente del consiglio. Dopo averla scattata alla cassa ho trovato pure un libriccino con 'battute e barzellette' su Matteo Renzi. Tra poco dovrebbe uscire anche 'La grande illusione 2004-2014' di Fabrizio Boschi de Il Giornale


Alla RED di Firenze ho trovato fortunosamente (il bello delle librerie 'fisiche' rimane questo) "Il Berluschino" di Michele De Lucia  De Lucia è un radicale iconoclasta, ed il libro è edito dalla Kaos edizioni. L'editore che pubblicò per la prima volta la 'Inchiesta sul signor tv' di Guarino e Ruggeri, forse il primo libro su Berlusconi. E anche un sulfureo libro su Padreppie che feci in tempo a comprare e leggere prima che, credo, mia madre lo destinasse al rogo.

Diciamo che, un po' come il 'Chi comanda Firenze' di Duccio Tronci, ha il limite di essere un libretto sostanzialmente compilativo: non dice molto di più di quanto un lettore attento della politica italiana non potesse sapere già seguendo i giornali. Tuttavia ha una sua utilità nel riassumere molti fatti importanti relativi a un personaggio con cui potenzialmente potremmo avere a che fare davvero per i prossimi venti anni. E' utile anche per la cattiveria smodata, forse ingiusta ma non inutile, e l'ossessione nel voler paragonare per forza, come Piero Pelù che è il creatore dell'appellativo 'Berluschino', Renzi a Berlusconi. Renzi non è esattamente il figlioccio di Berlusconi: ne ha ripreso, forse per necessità certi aspetti della comunicazione, può darsi anzi è quasi sicuro che si sia servito del suo appoggio indiretto per la sua 'resistibile' ascesa politica nel passato più o meno recente. Ma le similitudini vere finiscono qui, dietro Berlusconi c'è la 'robba' di Berlusconi da salvaguardare. Dietro Renzi, una fortuita concomitanza di eventi, un venditore di talento trovatosi al posto giusto al momento giusto, e probabilmente qualche supporter che ha con il rignanese ha fatto Bingo.

Comunque il pamphlet di De Lucia è utile. L'invettiva contro la tecnica comunicativa di Renzi è tranchant, ma non priva di argomenti. Per un fiorentino, rileggere dopo 5 anni tutti i 'Cento punti' con esordì dopo le elezioni, illuminante. Se De Lucia avesse lavorato più sul campo che con i ritagli di stampa, avrebbe anche potuto rincarare la dose sottolineando quanti pochi di quei punti siano stati effettivamente realizzati. O di quanto certe posizioni su argomenti quali criminalità, prostituzione, sessualità, da posizioni originariamente rigide si siano poi tranquillamente addolcite per opportunisimo.

Fnalmente si dedica un capitolo al filosionismo del Renzi, che almeno a me era sembrato plateale fin dai primi tempi, da quando almeno aveva fatto mettere uno striscione sulla facciata di Palazzo Vecchio per la bufala Sakineh.
Un altro libretto che non ho potuto fare a meno di acquistare è 'The Boy' di David Allegranti. Allegranti è un cronista del Corrierino Fiorentino (la figlia del direttore del C.F. è nello staff di Renzi, ma questo lo scrive solo De Lucia) che ha seguito di persona Renzi da anni. E il libro lo dimostra nel senso che non da la sensazione di deja vu di altri titoli, anche se cerca di essere dichiaratamente equidistante da un possibile giudizio di valore su Renzi. Allegranti inoltre nonostante la giovane età è piuttosto abile sulla pagina scritta (un po' meno nei talk show dove è spesso invitato in qualità di Renzologo, dove strappa qualche sorriso tanto è impacciato). 'The Boy' è ancora più breve de 'Il Berluschino' ma vi si trovano capitoli interessanti come quello su 'Renzquemada' - il Renzi liceale, l'intervista al consigliere di Blair, o i passi sullo scandalo di Castello. Un piccolo mistero fiorentino che nel 2008 modificò, per una ragione o per l'altra, lo scenario politico cittadino, forse aprendo definitivamente la strada alla 'miracolosa' vittoria alle primarie per sindaco di Firenze da parte di Renzi. Vi si parla, lo stesso accade nel libro di De Lucia ma diversamente, della poco nota figura di Marco Carrai. Più interessanti gli ultimi passi sul 'Giglio Magico' l'entourage di miracolati dal successo renziano che De Lucia tralascia probabilmente per mancanza di conoscenza diretta. D'altra parte Allegranti sembra sorvolare su una figura equivoca come quella di Michael Leeden, cui De Lucia dedica un intero capitolo.

Per concludere, un'altra foto presa col cellulare alla IBS di Firenze, subito dopo le elezioni...




Tuesday, 29 April 2014

The EU Presidential Debate


Tonight I watched the first European presidential debate on YT.

Until now, it seems to me it's the single most significant novelty of an otherwise lackluster EU elections campaign.

Putting aside all the representation issues in EU politics, it's the very first time that such a debate has ever been attempted at the EU level. 10 years ago, it would have been unthinkable.

It also has been a remarkable event because it was conducted live, and in English, without the aid of simultaneous translators: again, this would have been unthinkable, 15 or 20 years ago. If anything, the audience would have been impossibly small, and probably only 1 or 2 candidates would have had the minimum  level of fluency to withstand the debate.

Remarkably, the only native English speakers were the moderators: Schulz and Keller are German, Verhofstadt is Dutch, and Juncker is French. Alexis Tsipras, the Greek leftist candidate, 'has declined the offer' from the organizators. This is Tsipras speaking English: at first he doesn't seem a complete disaster, but after a while he has to switch back to Greek. He's probably not very comfortable or experienced in having a conversation in English.

On the other hand, there was a marked difference between the level of proficiency shown by the four candidates participating in the debate. Every one of them seemed to be able to understand perfectly what was asked, but the only candidate who could be really said to speak fluent English was Keller. At second place, there is the overall winner of the debate, Verhofstadt. He still has a recognizable accent, but he's ready to speak (and he has shown to be the best orator, but that's another matter). Schulz is on another, lower, level: he makes many mistakes, has a thicker accent, sometimes hesitates for a moment before finding his words. At the last place is Juncker: his French drawl sometimes is barely discernible, at least to me. If he had Keller's level of fluency he probably wouldn't have fared last in the informal twitter polls after the debate.

Tsipras has most probably renounced the debate because of his poor English. Here in Italy, at least for today the debate has been ignored by national media: I don't think that they have enough people able to understand the debate, at least when it was broadcast live. Has it been fair to the debaters with a lesser mastery of the English language? Probably not, but it's a step in the right direction, and a brave experiment.

If anything it shows that to build a real European union a true lingua franca, a true Latin of the Empire is needed. And of course it cannot be anything else but English, but on a level that probably only let's say 2% of the general EU population can claim. It should be more than 50%, and attain that will be a momentous achievement, in the decades to come.


Saturday, 22 March 2014

Lesa Maestà


Febbraio 2014
http://www.net1news.org/cronaca/internet/chiama-nonno-napolitano-blogger-denunciato-per-vilipendio.html

Un blogger è denunciato per vilipendio al capo dello stato

Marzo 2014
http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/11567551/Insulti-a-Giorgio-Napolitano-su-Facebook.html
Una disoccupata si prende una denuncia analoga per un post su facebook

Questo è quanto ho trovato cercando su google news dopo aver letto questa sconcertante notizia su uno dei blog che seguo di più.

http://ekbloggethi.blogspot.it/2014/03/der-prozess.html

Un processo, ancora per vilipendio, per un post intitolato 'Sfrizzola il vilipendulo'.

Ai tempi delle foto della finta Boldrini con le tette al vento si era parlato sui giornali di un ufficio dove si googlavano in continuazione le più alte cariche dello Stato in cerca di post compromettenti, chissà se questo ufficio è dietro i casi, a dir poco sconcertanti, riportati sopra.

Chissà poi che fine ha fatto il caso Sorial   oppure che cosa succederà quando qualcuno terminerà le 600 pagine del tomo riportato in effigie.. Già nel primo capitolo si parla di un noto video che mostra uno scandalo (di per se inesistente, visto che è tutto dichairatamente regolare) relativo a rimborsi su voli effettuati da Napolitano quando era al parlamenteo europeo. Forse non succederà nulla, probabilmente all'onorabilità del Capo dello Stato fanno molto peggio i post sui blog e su facebook da parte di signore e signori qualunque. Che strano paese, il nostro...